Obélisque du monument au Corps Franc à Fontbruno

L’obelisco del monumento al Corpo Franco a Fontbruno, recante i nomi dei principali luoghi delle sue imprese di guerra.

Resistenti nella Montagna Nera: il Corpo Franco, CFMN (1944)

Nei sentieri della Montagna Nera (Tarn e Aude), stele e monumenti ricordano che un tempo, in combattimenti, uomini poco numerosi, scarsamente armati, ma determinati e organizzati, si opposero alla Wehrmacht, di gran lunga superiore per numero e meglio equipaggiata.

Le origini

Il Corpo Franco della Montagna Nera (CFMN) nacque dalla volontà di alcuni uomini che rifiutarono semplicemente la sconfitta e l’occupazione.

Due in particolare: Roger Mompezat e Henri Sévenet. Lo Stato Maggiore interalleato di Londra diede loro l’autorizzazione definitiva per la costituzione di una forza basata nella Montagna Nera, nonché un sostegno materiale.

A partire dal 1943, ebbero luogo i primi lanci con il paracadute di armi, destinati ad armare la futura unità.

20 aprile 1944, a Castres viene decisa la costituzione del Corpo Franco della Montagna Nera.

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Una forza composita

La forza del Corpo Franco della Montagna Nera risiedeva anche nell’essere a immagine della Francia, nella sua diversità. Vi si trovavano militari di professione, ma anche civili, abitanti del Tarn e dell’Aude, «Ch’tis», bretoni e normanni, alsaziani e lorenesi (che avevano disertato dalla Wehrmacht), belgi, russi, spagnoli (repubblicani), italiani, belgi, polacchi, un olandese, un americano e un inglese. Tutte le religioni erano rappresentate: atei, ebrei, cristiani, musulmani. Alcuni dei caduti venivano salutati con la lettura del Corano, altri venivano sepolti secondo il rito cristiano… Una forza che era già, in definitiva, a immagine della Francia di oggi?

Un certo senso della giustizia e dell’umanità

Dopo il combattimento di La Rouge, gli uomini del CFMN rischiano di portare uno dei loro prigionieri tedeschi, gravemente ferito, all’ospedale di Mazamet. Di prima mattina, il capitano Manquené, medico del Corpo Franco, consegna il ferito, insieme a una lettera, ad alcune infermiere tedesche sbigottite… Secondo un discorso di J. de Kervenoael, il soldato tedesco avrebbe allora detto: « Quando sarà tornata la pace, saremo felici di accogliervi da noi ».

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Abellion  |  estratto  |  dal testo di Roger Montpezat

« Le corps franc de la Montagne noire : journal de marche avril-septembre 1944 »

-r-é-s-i-s-t-a-n-c-e-s-  |  <tout finit par passer>

[installazioni] 02 ott. > 1 nov. 2026

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